Il 31 luglio 2018 scade il termine per accedere alla procedura -introdotta dall’art. 5-septies del DL 148/2017- di regolarizzazione delle attività e delle somme detenute su conti correnti e libretti di risparmio all’estero in violazione degli obblighi in materia di monitoraggio fiscale (art. 4, comma 1, DL 167/1990), derivanti da redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti all’estero.

Con provvedimento 110482 del 1° giugno 2018, l’Agenzia delle Entrate ha approvato le istruzioni ed il modello per la procedura.

Questa riguarda le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia in almeno uno dei periodi di imposta regolarizzabili (ovvero i loro eredi) che in precedenza siano state residenti all’estero, iscritte all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) o che abbiano prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera o in Paesi limitrofi (c.d. lavoratori frontalieri). Come chiarito dalla Circolare 12/E del 13 giugno 2018, non occorre quindi che la condizione di residenza in Italia sussista nel periodo di imposta di regolarizzazione.

E’ possibile regolarizzare le attività finanziarie e le somme detenute sui conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero alla data del 6 dicembre 2017, se derivanti da redditi di lavoro dipendente o autonomo svolto all’estero o se derivanti dalla vendita di immobili detenuti nello Stato estero in cui era stata prestata l’attività lavorativa. Viene, invece, esclusa la sanatoria per gli immobili detenuti all’estero, così come per quelle attività che avrebbero potuto essere fatte oggetto di sanatoria attraverso le procedure di voluntary disclosure.

Sono sanabili le violazioni relative a periodi di imposta per i quali alla data di presentazione della richiesta, non sono decaduti i termini per la contestazione e per l’accertamento delle violazioni oggetto della procedura. Per l’individuazione dei periodi di imposta sanabili occorre tenere presenti le norme che prevedono il raddoppio dei termini di accertamento (in particolare art. 12, comma 2-bis, DL 78/2009).

Si ricorda che, limitatamente alle somme ed alle attività oggetto di regolarizzazione, i termini di decadenza per la notifica dell’avviso di accertamento e dell’atto di contestazione delle sanzioni, pendenti al 1° gennaio 2018, sono fissati al 30 giugno 2020.

Costituisce causa ostativa l’avvenuta notifica di avvisi di accertamento o atti di contestazione relativi alle attività e alle annualità oggetto di regolarizzazione, mentre la mera ricezione di inviti, richieste o questionari così come la notifica di un PVC non producono effetti ostativi.

Ai fini della regolarizzazione, occorre inviare all’AdE il modulo contenente l’istanza entro il 31 luglio; entro il 30 settembre, poi, il contribuente deve versare l’importo dovuto (a titolo di imposte, sanzioni ed interessi) pari al 3% del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016. E’ ammessa la rateizzazione in tre rate scadenti, rispettivamente, il 30 settembre, il 31 ottobre ed il 30 novembre 2018.

Il perfezionamento della procedura (che si ha con l’integrale pagamento di quanto dovuto) sana sia le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale sia quelle ai fini delle imposte sui redditi (Irpef, addizionali regionali e comunali e imposte sostitutive) e dell’IVAFE (Imposta sul valore delle attività finanziare detenute all’estero). Resta esclusa, invece, la possibilità di sanare le violazioni concernenti l’IVIE (Imposta sul valore degli immobili esteri).