Ai sensi dell’art. 90, co. 8, L. 289/2002, le somme fino a 200.000 euro corrisposte alle società e alle associazioni sportive dilettantistiche costituiscono spese di pubblicità deducibili in base a una presunzione legale assoluta che non consente all’Amministrazione alcun sindacato circa l’inerenza e la congruità dell’onere sostenuto. A confermare questo importante orientamento è stata la Corte di Cassazione con la recente ordinanza n. 8540 del 6 maggio 2020.

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